La Chiesa cattolica e il cambiamento climatico: perché i cattolici si preoccupano del cambiamento climatico

da | Ott 22, 2021 | Blog, Notizie e aggiornamenti | 0 commenti

Papa Francesco, la Chiesa cattolica, e i cattolici di tutto il mondo agiscono ogni giorno contro il cambiamento climatico. Il Santo Padre ha fatto  strada soprattutto durante il suo pontificato.

Nel 2015 ha scritto l’enciclica Laudato Si’,che ha aiutato 1,2 miliardi di cattolici nel mondo a capire meglio che “tutto è connesso” e a collocare millenni di dottrina cattolica nel contesto dell’attuale crisi ecologica.

Eppure, molto prima di papa Francesco e della Laudato si’, i cattolici pregavano e agivano contro la crisi climatica e incoraggiavano altri a unirsi a loro, mentre si impegnavano nel prendersi cura del creato di Dio.

I cattolici sono da tempo preoccupati per la crisi climatica perché il problema tocca molte questioni che sono al centro di ciò che significa essere cattolici e vivere la nostra fede da cattolici.

Cos’è la crisi climatica?

L’attuale crisi climatica si riflette nel forte aumento della temperatura del pianeta dovuto, in gran parte, all’emissione di gas serra (GHG) che produciamo dalla Rivoluzione Industriale.

Un rapporto del 2013 del Gruppo Intergovernativo di Esperti del Cambiamento Climatico (IPCC) ha affermato che “l’aumento dell’uso di combustibili fossili e delle emissioni, in particolare di anidride carbonica fossile, ha fatto sì che gli ultimi decenni siano stati i più caldi sulla superficie terrestre dal 1850.”

Tale riscaldamento ha effetti devastanti su molti livelli, tra cui la produzione alimentare, gli eventi meteorologici estremi, la scarsità d’acqua e l’innalzamento del livello del mare.

Gli scienziati affermano che un pianeta più caldo potrebbe produrre disastri naturali più forti e devastanti, del tipo a cui stiamo già assistendo oggi: inondazioni storiche, uragani più forti, siccità più lunghe, incendi boschivi più pericolosi, che portano a morti e sfollamenti e colpiscono in modo schiacciante i più vulnerabili.

Nell’intera Enciclica, papa Francesco sottolinea che la crisi climatica è una questione morale alla quale tutti i cattolici sono chiamati ad agire.

“Di fatto, il deterioramento dell’ambiente e quello della società colpiscono in modo speciale i più deboli del pianeta:“ …”Tanto l’esperienza comune della vita ordinaria quanto la ricerca scientifica dimostrano che gli effetti più gravi di tutte le aggressioni ambientali li subisce la gente più povera» (LS 48).

Questi effetti peggioreranno – con un impatto maggiore sui paesi in via di sviluppo – se non adottiamo misure per evitare che la temperatura aumenti di oltre 1,5 gradi Celsius

Perché i cattolici sono preoccupati per il cambiamento climatico?

Le Scritture ci rimandano in Matteo 7,12. La legge per eccellenza della carità: “ Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro“. Anche la domanda che Dio rivolge a Caino è imperativa per i nostri tempi “Dov’è tuo fratello?” (Gen. 4-9).

I cattolici sono preoccupati per il cambiamento climatico perché i suoi effetti colpiscono tutti gli esseri viventi, molto più seriamente i più vulnerabili. La chiamata è ad agire ed entrare in comunione di Spirito per il benessere dei nostri fratelli in tutti gli angoli del pianeta.

È anche necessario contribuire alla conservazione della casa comune facendo la nostra parte .

Benché, come esseri umani siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio, ciò non ci rende superiori al resto della creazione, anzi ce ne rende responsabili, poiché siamo dotati di intelligenza per guidare tutte le cose al bene e dare, così, gloria a Dio.

La visione della natura come oggetto di profitto è errata, in quanto ci impedisce di sentirci parte di essa, in questo modo ci siamo permessi di varcare i suoi limiti in nome del progresso o di interessi privati, che ha generato ogni tipo di squilibrio con le conseguenze che già possiamo vedere nella società e sul pianeta.

“Questo induce alla convinzione che, essendo creati dallo stesso Padre,noi  tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile” (LS 89).

Come cattolici, siamo chiamati dalla fede a prenderci cura del creato, poiché esso è un riflesso della grandezza e della potenza di Dio, una potenza che si rinnova costantemente.

«Nella Bibbia, il Dio che libera e salva è lo stesso Dio che ha creato l’universo, e questi due modi di agire divini sono intimamente e indissolubilmente legati» (LS 73).

“La creazione è il fondamento di “tutti i disegni salvifici di Dio”, “l’inizio della storia della Salvezza” (DCG 51) che culmina in Cristo”.

Fin dall’inizio c’è stato un piano di salvezza per l’umanità. Allo stesso modo, attraverso le Scritture, vediamo che Dio si è incaricato di farci conoscere l’immensa dignità di ciascuna delle sue creature.

Cinque passeri non si vendono per due soldi? Eppure non uno di essi è dimenticato davanti a Dio” (Lc 12,6).  Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre» (Mt 6,26).

Qual è il ruolo della Chiesa cattolica in tutto questo e con il cambiamento climatico?

La Chiesa è stata una parte fondamentale nello sviluppo del pensiero per l’umanità. In esso troviamo ripetutamente riflessioni che evocano amore e compassione per la nostra casa comune.

Da sant’Agostino (354-430), che ci diceva: “La cura del creato è contemplazione di Dio

GUARDA: San Buenaventura e il creato

Oppure san Bonaventura (1217-1274): «Tutta la creazione può considerarsi come un bel canto che proclama la bellezza del Creatore, all’interno del quale ogni creatura ne canta una parte diversa con voce diafana ed energica».

O Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179): “La Terra sostiene l’umanità. Non deve essere danneggiata; non deve essere distrutta.”

Forse il più grande esempio di contemplazione lo abbiamo in san Francesco d’Assisi, che scelse uno stile di vita nella povertà e nella semplicità e, per sua scelta, si immerse nello splendore della natura, che si riflette mirabilmente nel Cantico delle Creature: « Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature, specialmente per messer Frate Sole, il quale porta il giorno che ci illumina». Per questo lo chiamiamo il patrono dell’ecologia.

A proposito di questo santo virtuoso, l’attuale successore di Pietro ci dice nella sua enciclica Laudato Si’: “In lui si riscontra  fino a che punto sono inseparabili  la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore” (LS 10).

Nella ricerca di questa coerenza fondamentale, alcuni dei messaggi che i Papi ci hanno lasciato nei loro interventi e documenti, invitano noi cattolici a un cambio di paradigma e a prenderci veramente cura della crisi climatica e del  creato di Dio.

San Giovanni Paolo II dalla Giornata Mondiale della Pace del 1990 si rivolgeva a noi a così: I cristiani, in particolare, avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede“. Per questo è un bene per l’umanità e per il mondo che i credenti riconoscano meglio gli impegni ecologici che scaturiscono dalle nostre convinzioni.

Da parte sua Benedetto XVI, nella nella lettera enciclica Caritas Caritas in Veritate ci dice: “La libertà umana può dare il suo intelligente contributo all’evoluzione positiva, ma può anche aggiungere nuovi mali, nuove cause di sofferenza e vere sconfitte. Per questo l’azione della Chiesa non solo cerca di richiamare il dovere di prendersi cura della natura, ma al tempo stesso «deve soprattutto proteggere l’uomo dalla distruzione di se stesso»(51).” 

Inoltre, nella sua omelia inaugurale, Benedetto XVI ha chiarito quanto importante debba essere per tutti i cattolici la cura del creato e la conversione ecologica.

Disse: “I deserti esteriori del mondo crescono, perché i deserti interiori sono diventati così vasti. Pertanto, i tesori della terra non servono più a costruire il giardino di Dio in cui tutti vi abitino, ma sono stati fatti per servire i poteri di sfruttamento e distruzione”.

L’impegno del Papa

Papa Francesco ha dato voce allo Spirito Santo attraverso l’enciclica Laudato si’ per salvaguardare la vita e la dignità di tutte le creature in un ambiente dominato dall’individualismo, dall’accidia e dalla siccità spirituale.

Attraverso questo documento accessibile, prossimo e pratico, il Papa propone una serie di domande e ci offre uno sguardo basato sulle Scritture, sui documenti della Chiesa cattolica e sulle sue esperienze ecumeniche.

Il nostro leader della Chiesa cattolica è impegnato nelle radici profonde dei mali che ci affliggono come umanità, specialmente i più vulnerabili.

Ecco perché ha un interesse speciale che il mondo intero si mobiliti per rallentare il cambiamento climatico. Innanzitutto, Papa Francesco chiama tutti noi a una conversione ecologica, un processo di riconoscimento del nostro contributo alla crisi sociale ed ecologica e ad agire in modi che alimentino la comunione: guarire e rinnovare la nostra casa comune.

L’enciclica Laudato Si’ è un progetto serio con un appello al cambiamento per raddrizzare una volta per tutte le strade che permettano di recuperare i danni già arrecati alla terra e ai più fragili, e preservarli per le generazioni future, le cui voci gridano già dal Presente.

Inoltre: Cos’è una conversione ecologica?

Il Papa invita tutti i cristiani a rendersi conto dell’importanza di prendersi cura del creato di Dio per la fede. «Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana» (LS 217).

Io cosa posso fare?

Tutto questo è un invito, non solo alla riflessione, ma a prendere misure, ognuno nei nostri contesti, per fare un uso responsabile della nostra libertà nel prenderci cura della terra, delle generazioni più vulnerabili e di quelle future.

Cercando sempre di prendersi cura del pianeta, il Movimento Laudato Si’, guidato dallo Spirito Santo, sostiene le diverse iniziative che nascono dal locale e ne promuove molte altre a livello mondiale. Puoi:

  • Essere un Animatore Laudato Si’. Gli animatori della Laudato Si’ sono leader locali che si impegnano a far entrare l’enciclica nelle loro vite, ispirando e incoraggiando gli altri a darle vita nelle proprie comunità. Maggiori informazioni.
  • Far parte dei Circoli Laudato Si’. I Circoli Laudato Si’ sono piccoli gruppi di persone che si incontrano regolarmente per approfondire la loro relazione con Dio come Creatore e con tutti i membri del Creato.Maggiori informazioni.
  • Partecipare alle campagne mondiali. Ad esempio, firma e incoraggia i tuoi amici e conoscenti a firmare la   petizione “Pianeta Sano, Persone Sane”, accompagnando il Papa a Glasgow. 
  • Diventa un volontario. Ci sono diversi modi per essere volontario nel Movimento: per il programma Animatori, nell’area amministrativa, nel settore comunitario, nell’interpretariato e nella traduzione, ecc. Maggiori informazioni.

Una conversione ecologica come quella proposta da Papa Francesco è possibile se viviamo la fede in Cristo Salvatore, che muore e risorge per i nostri peccati, e fa di noi uomini e donne nuovi che vedono la realtà in modo più ampio, come eredi di un bellissimo lavoro irripetibile, al quale non possiamo permetterci di rinunciare.

Anna Carolina Gutiérrez
Anna Carolina Gutiérrez

Ana Carolina Gutiérrez Zapata è Consulente Spirituale del Movimento Laudato Si’. Ha fatto parte per 11 anni del Sistema Integrale della Nuova Evangelizzazione in Colombia. È stata legata a diverse organizzazioni sociali ed educative come professionista della comunicazione e delle relazioni aziendali. Attualmente vive in Italia.

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