Trasfigurazione: come la contemplazione trasforma il nostro sguardo

Di Priscila Vintimilla, Risponsabile di Data Globale 

 

Ti fidi completamente di Dio?

Io sì. Ma non è sempre stato così.

Viviamo circondati da rumori esterni e interni. Il flusso costante di notizie, responsabilità, confronti, aspettative, paure. È facile muoversi nella vita con il pilota automatico, disconnessi dai nostri cuori e dalla silenziosa presenza di Dio.

Nel Vangelo di questa domenica (Matteo 17:1-9), Gesù porta Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte. Lì, in silenzio e lontano dalla folla, si trasfigura davanti a loro. Il suo volto risplende come il sole. Le sue vesti diventano di un bianco abbagliante. Per un attimo, il velo si solleva e intravedono la sua gloria divina.

Ma Pietro, circondato dai suoi pensieri interiori, vuole rimanere lì. “Signore, è bello per noi essere qui”. Propone di costruire tende come se quell’esperienza potesse essere preservata, contenuta, protetta.

Poi la voce del Padre interrompe: “Questi è il Figlio mio, l’amato… ascoltatelo”.

 ASCOLTATE

Quaresima e contemplazione: ritorno al cuore

In questo cammino quaresimale, il Movimento Laudato Si’ ci invita a tornare al cuore. La Trasfigurazione ci ricorda che la contemplazione non è fuga, è trasformazione. Quando ci fermiamo, quando entriamo nel silenzio, il nostro sguardo cambia.

Papa Francesco scrive in Dilexit Nos:

“Ogni persona ha bisogno di avere un “centro” della propria vita, una sorgente di verità e di bene a cui attingere per affrontare le varie situazioni e la fatica della vita quotidiana. Ognuno di noi, quando fa silenzio, ha bisogno di sentire non solo il battito del proprio cuore, ma anche, più profondamente, il battito di una presenza affidabile, percepibile con i sensi della fede e tuttavia molto più reale: la presenza di Cristo, cuore del mondo.” (DN 81)

Ritornare al cuore significa riscoprire quel centro. Significa permettere a Cristo, Cuore del mondo, di plasmare il modo in cui vediamo Dio, gli altri e il creato.

Vedere con occhi nuovi: la trasfigurazione e l’educazione ecologica

I discepoli avevano bisogno di vedere la luce di Cristo prima di incamminarsi verso l’oscurità della Passione. Allo stesso modo, abbiamo bisogno di momenti di contemplazione per poter vivere con coraggio in un mondo segnato da crisi ecologica, disuguaglianza e incertezza.

È qui che l’Educazione Ecologica – l’Obiettivo Laudato Si’ di questa settimana – diventa essenziale.

L’Educazione Ecologica non riguarda solo l’apprendimento di fatti sul cambiamento climatico o sulla perdita di biodiversità. Si tratta di formare un nuovo modo di vedere. Ci invita a ripensare alle nostre istituzioni, alle nostre scuole, alle nostre famiglie e alle nostre comunità alla luce dell’ecologia integrale. Incoraggia la leadership, la creatività, il ripristino e la giustizia.

Ma niente di tutto ciò è possibile senza prima una conversione interiore.

Quando contempliamo il Cristo Trasfigurato, il nostro sguardo si purifica. Iniziamo a vedere il creato non come una risorsa da sfruttare, ma come un dono. Vediamo gli altri non come concorrenti, ma come sorelle e fratelli. Vediamo la nostra casa comune come un terreno sacro.

Vita familiare cattolica e conversione quaresimale

Come madre e come donna cattolica, rifletto spesso sull’eredità che sto lasciando. L’educazione inizia a casa. Cosa insegno attraverso le mie azioni?

Le mie figlie vedono in me una persona che ascolta Cristo?

Una persona che si prende cura del creato?

Una persona che agisce con speranza?

La Quaresima non è solo sacrificio. È trasformazione: permettere alla luce di Cristo di illuminare le nostre scelte quotidiane.

Dalla contemplazione alla missione: la discesa dalla montagna

La Trasfigurazione non finisce sulla montagna.

Termina con la discesa.

Gesù dice ai suoi discepoli di non aver paura. Devono tornare giù, tornare nel mondo.

La contemplazione conduce a una missione.

In questa seconda domenica di Quaresima, siamo invitati a chiederci:

Dove sono invitato ad ascoltare Cristo più profondamente e a lasciare che la Sua luce plasmi il modo in cui vedo Dio, la creazione e gli altri?

Forse la risposta inizia nel silenzio.

Nel suono del vento tra gli alberi.

Nel battito del nostro cuore.

E nella quieta sicurezza di Cristo, che ci tocca e dice:

“Alzatevi e non temete”