
Una riflessione sul nostro recente incontro di mobilitazione Africa-Europa, 25 novembre 2025
In occasione del Vertice tra l’Unione Africana e l’Unione Europea, tenutosi in Angola il 24 e 25 novembre, i gruppi di mobilitazione e i partner del Movimento Laudato Si’ provenienti da due continenti si sono riuniti online per intrecciare fili di solidarietà, speranza e obiettivi condivisi.
Il partenariato tra Africa ed Europa si trova a un bivio. Dal bacino del Congo, ricco di minerali, alla transizione verso le energie rinnovabili che sta rimodellando l’Africa Orientale, le decisioni prese oggi riecheggeranno di generazione in generazione. Per questo motivo, il nostro incontro ha riunito voci provenienti da Francia, Paesi Bassi, Irlanda, Austria, Germania, Regno Unito, Belgio, Spagna, Kenya, Nigeria, Sud Sudan, Burundi, Ruanda, Zimbabwe, Algeria, Congo Brazzaville e Repubblica Democratica del Congo, in rappresentanza non solo degli Animatori Laudato Si’, ma anche di partner come SECAM, Misereor, CIDSE e membri dei gruppi di mobilitazione europei e africani del Movimento Laudato Si’.
Ascoltando le linee del fronte
Uno dei momenti più toccanti è stata la testimonianza dall’Uganda, condivisa da un gruppo di attivisti che lotta contro l’oleodotto dell’Africa Orientale (EACOP). Sebbene non possiamo condividere questo video pubblicamente per motivi di sicurezza, il suo messaggio ha avuto una profonda risonanza: l’oleodotto lungo 1.445 chilometri minaccia di sfollare migliaia di famiglie, mettere a repentaglio le fonti d’acqua da cui dipendono 40 milioni di persone e distruggere preziose aree di biodiversità che ospitano elefanti, leoni e scimpanzé.
Un appello congiunto per la giustizia
Il nostro incontro si è basato sulla crescente collaborazione tra SECAM (Simposio delle Conferenze Episcopali di Africa e Madagascar) e COMECE (Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea). Il 10 novembre, questi organismi – insieme a Caritas Africa, Caritas Medio Oriente e Nord Africa, Caritas Europa e CIDSE – hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che affronta le sfide critiche nei partenariati energetici, nell’iniziativa Global Gateway, nei sistemi alimentari e nel debito (leggi la dichiarazione completa qui). Il loro messaggio era chiaro: “Affinché i partenariati Europa-Africa siano veramente al servizio dello sviluppo umano integrale, dobbiamo passare da accordi energetici estrattivi a partenariati equi che garantiscano alle comunità locali di beneficiare delle energie rinnovabili e della produzione mineraria“.
Padre Uchechukwu Obodoechina, Vice Segretario Generale del SECAM, ha offerto una toccante “riflessione da due sponde”, ricordandoci che un vero partenariato richiede l’ascolto da entrambe le parti. Ha fatto notare come il rapporto tra Africa ed Europa duri da 25 anni e di quanto sia essenziale rivedere le intenzioni e le sfide di questo rapporto. Ha anche discusso di come la relazione debba essere reciproca, basata su “rispetto reciproco, dignità e responsabilità condivisa per la nostra casa comune”.
Padre Eduardo Agosta Scarel, della Conferenza Episcopale Spagnola, nel suo resoconto sulla COP 30, ha affermato che “Il ‘grido dei poveri’ è qualitativo, morale e umano. Il linguaggio delle aziende è quantitativo, legale e finanziario”. E sebbene la COP 30 abbia deluso molti, non riuscendo a stabilire date chiare per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, ha ricordato che c’erano barlumi di speranza:
- Un segnale politico per triplicare i finanziamenti per l’adattamento entro il 2035
- “L’Acceleratore di implementazione globale” per aiutare i paesi a passare dalla pianificazione all’azione
- Colombia e Paesi Bassi hanno annunciato che ospiteranno congiuntamente la Prima Conferenza Internazionale per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili nell’aprile 2026 a Santa Marta, in Colombia.
Jane Mellett, di Trocaire,ha condiviso l’ispirante percorso dell’Irlanda sul disinvestimento e sul Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili, mostrando come la Chiesa Cattolica possa dare il buon esempio; e Selina Wiredu di Misereor ha evidenziato il Summit dei Popoli Parallelo a Luanda, organizzato perché le voci della società civile non erano adeguatamente rappresentate negli spazi ufficiali.
Questo incontro ci ha ricordato che non siamo soli. Dalle verdi colline dell’Irlanda alle vivaci comunità del Kenya, dalle zone industriali della Germania alle linee del fronte in Uganda, siamo uniti nel nostro impegno per l’ecologia integrale e la conversione ecologica.






